UN BEL PASSO

20 luglio 2010

Libero Cinema con la cooperativa Beppe Montana
ti aspetto fuori con cinemovelCinemovel è a Belpasso, Catania, ospite della cooperativa della Piana dell’Etna “Beppe Montana”, il commissario catanese ucciso da Cosa Nostra a Palermo nel 1985. Siamo in un bene confiscato 10 anni fa alla famiglia Riela, un clan che gestisce il sistema di trasporti nell’agroalimentare in Sicilia, collegato al clan dei Casalesi. Qui ci sono 400 piante di ulivo e 16 ettari di agrumeto da rimettere in funzione per restituirle alla collettività e già a settembre la cooperativa venderà a marchio Libera Terra – “Il gusto della Sicilia” una marmellata di arance rosse prodotte in loco che arriveranno sugli scaffali delle Coop e altre catene di consumo responsabile.

rachel con cinemovelQuesta sera alle 21.00 ci sarà la proiezione di due documentari: si parte con “Ti aspetto fuori” realizzato con i detenuti dell’Istituto Penale per i minorenni di Catania che testimonia non solo la condizione ma anche la riflessione sulla loro vita e la voglia di riscatto dei giovani detenuti. A seguire ci sarà la proiezione di “Rachel” di Simone Bitton, un’inchiesta sulla morte di Rachel Corrie, la giovane pacifista americana uccisa da un bulldozer dell’esercito israeliano nel 2003, distribuito da CineAgenzia
Domani si riparte per la Calabria per raggiungere Polistena dove la carovana di Cinemovel si fermerà due giorni con proiezioni in piazza Valarioti, seguiteci e scriveteci a info@cinemovel.tv
Da CineAgenzia sul documentario e note della regista Bitton
Solo una parte dei film realizzati arriva a festival e rassegne, ancor meno solo quelli che raggiungono un pubblico più ampio approdando alla distribuzione commerciale, in Dvd, Tv o Video on Demand. È pensando a tutto quel cinema poco o per niente visibile che è stata creata CineAgenzia, perché molti sono i film interessanti, belli, talvolta straordinari, che aspettano di essere scoperti da spettatori (più numerosi e attenti di quanto si pensi) che non hanno rinunciato a cercare immagini, storie e idee originali.
CineAgenzia non pensa solo in termini di singoli film ma anche di rassegne e programmi, allo scopo di instaurare collaborazioni solide con sale e spazi e un dialogo più articolato con gli spettatori. Ci si libera così dal modello festival, o meglio immagina un festival fluido e multiforme, non più limitato da un luogo e da date precise: i film proposti non hanno “data di scadenza” e restano attuali e disponibili per un lungo periodo.
Proprio seguendo questa filosofia, che CineAgenzia propone da oggi RACHEL di Simone Bitton, la vera storia di Rachel Corrie, una ragazza americana con sangue palestinese
L’autrice di Il muro, la franco-israeliana Simone Bitton, torna nei territori occupati con un’inchiesta sulla morte di Rachel Corrie, la 23enne pacifista americana uccisa da un bulldozer dell’esercito israeliano nel marzo 2003, mentre stava tentando di bloccare la demolizione di una casa palestinese nella Striscia di Gaza.
Come molti giovani, anche Rachel teneva un diario, dove raccoglieva una puntuale cronaca delle sue giornate e le sconvolgenti impressioni della realtà con cui veniva a contatto, per condividere la sua esperienza con i familiari e gli amici rimasti nella sua Olympia, nello stato di Washington.
Simone Bitton ricostruisce i drammatici fatti di quel giorno, mostrando per la prima volta le foto scattate dagli altri attivisti del gruppo di Rachel e i filmati delle telecamere di sorveglianza, e dando la parola a tutti i protagonisti del tragico evento, nel tentativo di far scaturire la verità da versioni contraddittorie tra loro. Verità o menzogna? Dichiarazioni sincere o pura propaganda?
Il documentario non è solo un tentativo di individuare i responsabili, problema che la polizia militare israeliana ha liquidato in fretta e rispetto al quale il governo americano non ha mai preteso chiarimenti, ma anche una commovente riflessione sulla giovinezza e l’idealismo, accompagnatata dalle parole delle e-mail scritte da Rachel durante la sua permanenza in Palestina.

Dichiarazione della regista
Rachel Corrie è morta a 23 anni e io ne ho 53, così, piuttosto semplicemente, sto compiangendo la mia giovinezza. In Rachel Corrie ho probabilmente visto allo stesso tempo la ragazza che sono stata e la figlia che avrei voluto avere.
Mentre lavoravo al film, costantemente mi chiedevo: se non fosse morta, avrebbe perso la sua innocenza, la sua purezza? Sarebbe stata contaminata dal “pragmatismo” e dal “realismo”? Sarebbe, in parole povere, scesa a compromessi? Se non fosse morta, sarebbe comunque in qualche altro modo scomparsa?
Ho realizzato il film a partire da questa idea. Da questo sentimento di profonda intimità, di vicinanza con questa ragazza che venne da lontano per morire su quella terra maledetta, di cui non smetto, film dopo film, di raccontare la sventura e la bellezza.
La guerra in Medio Oriente è come tutte le guerre, affamata di giovani corpi appena usciti dalla loro infanzia. Volevo filmare la bellezza e la fragilità di quei vitali corpi prima che fosse troppo tardi. In modo che ogni immagine ci faccia pensare al corpo di Rachel, schiacciato e rimosso prima che potesse maturare. Rachel è un modo di rubare un po’ della giovinezza che appartiene ai personaggi del film, ma anche un gesto d’amore, una preghiera perché possano essere salvati.
Simone Bitton

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