Mozambico

La memoria del cinemovel

“C’è un moderno gruppo di saltimbanchi che sta attraversando il Mozambico per portare il cinema - la magia del cinema - nei paesi e nei villaggi dove non c’è più, o non c’è mai stato. Un percorso di oltre 3.000 chilometri, da sud a nord, una tappa ogni due o tre giorni, una proiezione ogni sera. La troupe del cinemovel arriva, prende accordi con le autorità locali, monta schermo e proiettore e lo sfrigolio delle casse annuncia l’inizio dei film: l’incanto eterno dei classici del muto, la giocosità dei cartoni animati, la poesia dei film mozambicani”
(dal diario di bordo del
cinemovel)

cinemovel a Vilankulo Dal 7 agosto al 27 ottobre del 2001, la carovana del cinemovel, composta da 2 camion, 1 pulmino e 2 jeep, e da una troupe di 24 persone (di cui 8 italiani e 16 mozambicani), ha attraversato il Mozambico proiettando film e filmando. La cinematografia che ha riscosso più successo è stata quella mozambicana, impossibile da vedere fuori dalla capitale Maputo, che racconta, nelle lingue locali, storie di vita quotidiana, in un percorso fra documentario e fiction. Grande successo hanno avuto anche i film di Charlie Chaplin e Stan Laurel e Oliver Hardy, perché il cinema muto parla un linguaggio universale, comprensibile da tutti, anche da chi non parla che la propria lingua d’origine. Molto apprezzati i film spettacolari come Mission e Il Gladiatore, ma anche i film di animazione come Kirikù e la strega Karabà o le grandi storie corali come La vita è bella di Benigni.

 

Luca e il piccolo pubblicoUno degli obiettivi di cinemovel era dimostrare che con le tecnologie digitali il cinema può arrivare ovunque, e che il cinema portato nei villaggi è un importante mezzo di comunicazione itinerante. E i numeri lo confermano: 3.700 chilometri percorsi da Maputo, la capitale, al confine con il Sud Africa, fino a Pemba, al confine con la Tanzania, per un totale di 52 serate di cinema durante le quali sono state fatte più o meno 130 proiezioni di film e documentari africani, europei e americani, in 7 lingue, per adulti e bambini, di fronte ad un pubblico complessivamente di circa 120.000 persone. Lungo tutto il percorso è stata sviluppata una campagna informativa sull’AIDS che ha toccato popolazioni difficilmente raggiungibili da radio, giornali o televisione. In Mozambico, di fatto il cinema itinerante non è una novità, e l’esperienza di cinemovel va considerata anche come ponte di collegamento con i Kuka Kanema*, la prima forma di cinema itinerante nel paese promossa, tra gli anni ‘70 e ‘80 dall’Instituto Nacional de Cinema (INC) fondato dal governo mozambicano nel 1976, solo un anno dopo la conquista dell’indipendenza dal Portogallo.

 UN FILM, UN LIBRO, UN DISCO

Cinemovel a NaveruaDi questa avventura parla Mozambico dove va il cinema, il film di Nello Ferrieri e Raffaele Rago. La narrazione si sviluppa su due piani intrecciati, il primo racconta l’esperienza e l’organizzazione del cinemovel, l’arrivo e la permanenza della carovana del cinema e la campagna contro l’Aids nelle diverse località; contestualmente allo svolgimento dei fatti, si sviluppa l’altro piano del racconto, lo sguardo passa ai bambini, alle donne, ai registi, agli artisti mozambicani ai quali dà voce. Il film**, selezionato da oltre venti festival internazionali, è stato premiato nella sezione documentari al Black International Cinema di Berlino nel 2003.
Chico Antonio, uno dei più importanti musicisti mozambicani, firma la colonna sonora del documentario. Chico, che ha seguito la carovana del cinema durante il suo viaggio, suonava dal vivo per accompagnare le immagini dei film muti. I suoi brani sono raccolti nel cd The best of Chico Antonio pubblicato da CNI - compagnia nuove indye.
Sul cinemovel mozambicano è uscito anche un libro fotografico, pubblicato per CMC, dal titolo Cinemovel / Immagini sul cinema itinerante - da Maputo a Pemba, Mozambico 2001 con le foto di Elisabetta Antognoni, Alessandra Battaggi e Valentina Mottura.

sguardi curiosiGli sponsor e i partner
Il progetto pilota cinemovel in Mozambico ideato da Elisabetta Antognoni e Nello Ferrieri è stato prodotto da CMC e Union Comunicazione. Con il contributo di Regione Emilia Romagna e Fondazione Cassa di Risparmio, e il patrocinio di: Ambasciata d’Italia, Cooperazione italiana, UNDP, UNOPS, UNICEF, UNAIDS, AMOCINE, Conselho nacional combate HIV/SIDA.
La cooperazione italiana
Nel 2003, visti i risultati del cinemovel pilota, la cooperazione italiana decide di adottare lo strumento del cinema itinerante per promuovere campagne di prevenzione sanitaria in tutto il paese. Insieme alla troupe tecnica, viaggia un equipe medica per il test gratuito dell’HIV/AIDS. Il programma “cinemarena” si conclude nel 2008, ma per la prima volta, nella storia della Cooperazione Italiana in Mozambico, il progetto continua a vivere con richieste di utilizzo da parte di enti e associazioni, grazie alla professionalità dello staff e alla sostenibilità dell’idea: utilizzare il cinema come mezzo di comunicazione sociale.

*Kuka Kanema, letteralmente significa “nascita dell’immagine”. L’espressione deriva dall’unione di due parole appartenenti a due diverse lingue locali: kuxa, che vuol dire “nascita” in ronga, un lingua del sud, e kanema “immagine” in macua, un idioma del nord.
**Mozambico dove il cinema (Italia 2002, 82 minuti, sottotitoli italiano/inglese) prodotto da Union Comunicazione e CMC. Regia: Nello Ferrieri, Raffele Rago; soggetto: Elisabetta Antognoni, Nello Ferrieri; produzione esecutiva: Penalva Cesar; riprese: Nicolò Bongiorno, Raffaele Rago, Luca Tassi; montaggio: Carlotta Cristiani; musiche: Chico Antonio; aiuto regia: Andrea Magnani.