Etiopia
Le immagini in movimento a sostegno dei diritti delle donne e delle bambine
Sul cinema di Nazareth (a 100 chilometri da Addis Abeba, ndr) ci sarebbe molto da raccontare. Il film che proiettavano erano sempre gli stessi. Una decina di western con la pellicola ormai bucata qua e là, ma con una cornice al film sempre diversa. Era quello il vero divertimento, la vita che si muoveva nella sala come una seconda proiezione. C’era chi la riempiva con la partecipazione attiva alla vita e le vicissitudini del protagonista: scrosci di applausi e urla di incitamento, consigli sulle vicende amorose…
(tratto da All’ombra dei rami sfacciati carichi di fiori rosso vermiglio racconto spettacolo di Gabriella Ghermandi).
Dall’incontro con Gabriella, scrittrice italo etiope, nasce l’idea di un cinema itinerante in Etiopia per parlare di mutilazioni genitali femminili e dei matrimoni precoci della bambine, con la collaborazione tecnica di Theodros Teshome, regista e produttore etiope, che ha appena inaugurato la sua nuova sala cinematografica ad Addis Abeba, nostro compagno di viaggio durante il sopralluogo di novembre 2008.
Per il 2009, l’obiettivo è realizzare un progetto pilota in Etiopia per promuovere una capillare campagna informativa, attraverso il cinema itinerante che viaggia anche nelle zone più remote del Paese e affronta il tema delle mutilazioni genitali femminili e dei matrimoni precoci delle bambine. Cinemovel in Etiopia ovvero le immagini in movimento come mezzo itinerante di comunicazione sociale, a sostegno della battaglia per i diritti delle donne e delle bambine.
Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità 130 milioni di donne e bambine nel mondo hanno subito la barbarie della mutilazione genitale femminile e 3 milioni ogni anno rischiano di subirla. L’Africa è il continente in cui il fenomeno delle E/MGF è più diffuso. In base ai dati delle indagini DHS (Demographics and Health Surveys) condotte nel Paese, in Etiopia la percentuale di donne che hanno subito E/MGF è di circa il 74% . Generalmente, le mutilazioni genitali sono praticate su soggetti molto giovani, solitamente ragazze che non hanno compiuto 15 anni: in Etiopia, però, tale media scende e si stima che metà delle E/FGM viene praticata su bambine sotto i 5 anni di età . Un altro aspetto drammatico della condizione femminile in Etiopia è dovuto alla tradizione dei matrimoni precoci (le bambine sono costrette al matrimonio a soli 9/10 anni), e questa usanza contribuisce all’alto livello di diffusione di fistula ostetrica, che ha come ultima conseguenza l’abbandono da parte del marito e l’ostracismo della comunità. I dati della Fistula Foundation Hospital in Addis Abeba parlano di 100.000 donne in Etiopia affette da questa patologia, con un incremento annuo di 9.000 casi (una delle incidenze più alte nel mondo).
Oltre alle indispensabili misure legislative e politiche per porre fine a queste pratiche che violano i diritti fondamentali delle bambine e delle donne è necessario lavorare per conseguire una vera trasformazione sociale, promuovendo campagne di comunicazione e informazione, stimolando il dibattito pubblico nelle comunità e la diffusione del messaggio nei villaggi. Gli strumenti e i mezzi di comunicazione sono uno dei problemi dei paesi in via di sviluppo, e il progetto pilota cinemovel in Etiopia si innesta proprio su questa debolezza (come già avvenuto in Mozambico e in Marocco).
Cinemovel, grazie anche alle nuove tecnologie, è un innovativo modello di comunicazione itinerante in grado di raggiungere le comunità più remote, usando la forza del linguaggio cinematografico per parlare di diritti umani, promuovendo piazze universali di discussione tra le persone, per mettere in comunicazione campagna e città, paesi con altri paesi, culture con altre culture.Con un camion equipaggiato per viaggiare fuoristrada, e montare in breve tempo una sala di proiezione all’aperto, Cinemovel porterà l’immagine in movimento nei paesi e nei villaggi etiopi proiettando film nazionali e internazionali, dando vita ad una piattaforma di comunicazione sociale, nella convinzione che esiste un nesso inscindibile tra la democratizzazione dei paesi e l’accesso alla cultura e alla nuove tecnologie, che facilitano lo scambio di saperi e mestieri, la diffusione delle informazioni e una più equa distribuzione delle risorse intellettuali e materiali. Il cinema itinerante in Etiopia vuole avvicinare alla visione coloro che sono esclusi, scegliendo le immagini in movimento come terreno di confronto e di scambio, per offrire la possibilità alle comunità più remote di unirsi al dialogo.
Moolaadé, che sarà doppiato nelle principali lingue etiopi, è il film simbolo di questa campagna per la difesa della dignità e dell’integrità fisica, contro la violazione e la mutilazione del corpo femminile. Intervistato a Cannes, Ousmane Sembene, il grande regista senegalese, scomparso lo scorso anno, di cui raccogliamo in qualche modo il testimone, racconta: «Questa pratica è diffusa in molti paese africani, e il film susciterà il dibattito. Io faccio film militanti e questo è il mio scopo. Per farlo vedere, porteremo il film con un camion nelle campagne africane e questo servirà a far discutere uomini e donne tra di loro perché, dichiara convinto Sembene, quando le donne progrediscono, è l’intera società a progredire».
2. Il dato indica la percentuale di donne di età tra i 15 ed i 49 che hanno subito una qualche forma di E/FGM.
3. Fonte UNICEF.